Tadasana

Un veicolo, un mezzo perfetto il corpo, che ci consente di sperimentare, imparare attraverso la pratica delle asana consapevoli. Strumento che ci permette di entrare in contatto con più facilità con lo stato originale della mente: la “mente nuda”, cioè senza pensiero, non condizionata da opinioni, ma che semplicemente osserva le esperienze così come sono, senza modificarle.

Tutte le asana se eseguite con attenzione e precisione ci offrono la possibilità di vedere le difficoltà, attraverso il sentire del nostro corpo, come prove che possono essere superate, permettendoci, attraverso il respiro naturale (nel movimento dell’inspirazione e dell’espirazione), non solo di portarci verso uno stato originale della mente ma di creare, nel tempo della pratica, un ponte, per unire il corpo e la mente, dando così forma ad una posizione salda, asana perfetta.

Come si forma una posizione consapevole?
Poniamoci in una posizione (facile): stare in piedi come in Tadasana = montagna.

Portiamoci in uno stato di pura osservazione dove la coscienza è attivamente attenta: osserviamo i piedi, il loro radicamento con la terra e dove percepiamo maggiormente il radicamento; come sono posizionati i piedi? Avremo i piedi paralleli con i mignoli in linea con i talloni esterni, così che naturalmente, le nostre cosce saranno ruotate dall’esterno all’interno producendo una maggiore stabilità del basso della schiena e dell’insieme del corpo. Da osservatori attenti avremo cura di non portare il peso sulla corona dei talloni, ma bensì lo manterremo al centro dei talloni percependo anche l’appoggio verso l’inserzione (o attaccatura) delle dita dei piedi, preferendo il monte degli alluci. Gli archi interni dei piedi non sono caduti ma, sono attivi e mantengono il loro arco naturale attivato dal sollevamento delle caviglie interne. Allo stesso modo, anche la muscolatura interna delle gambe è attiva e come risucchiata verso l’alto; le rotule sono portate verso l’alto distendendo le ginocchia e mantenendo così attivi (contratti) i quadricipiti . Con la stabilità delle gambe il busto avrà più possibilità di allungarsi verso l’alto alleggerendo così il suo peso sull’articolazione inferiore. Per dare modo al tronco di salire la nostra attenzione dovrà portarsi alla punta del coccige che si radicherà verso i piedi così che, le creste illiache saliranno con l’aiuto della muscolatura pelvica. Le costole fluttuanti le manteniamo rilassate mentre il centro dello sterno sale sollevando la gabbia toracica. Le spalle si allontanano dalla fossetta clavicolare dando spazio alla parte superiore del torace. Il respiro si espanderà maggiormente nella parte apicale dei polmoni e l’attenzione si mantiene nel respiro dolce e naturale. Posteriormente il tronco segue l’ascesa della parte anteriore, con le scapole che assumono la forma di un cuore che si apre a nuove esperienze, a nuove sensazioni. Le punta delle scapole si avvicinano alla colonna vertebrale portandosi verso il basso e dando così possibilità alle spalle di rilassarsi maggiormente. La parte superiore delle scapole si allontana dalla colonna vertebrale dando sempre più espansione alla parte anteriore e superiore del torace. Il respiro si espande, il cuore si espande.

Le braccia si mantengono lungo i fianchi con i gomiti distesi, le braccia leggermente distaccate dal tronco dando possibilità alle ascelle di respirare; il palmo delle mani è disteso, le dita delle mani leggermente distanziate così che l’aria sfiori la pelle tra dito e dito. Proseguendo nell’osservazione, il dito medio si porta verso il pavimento mantenendo la distensione delle braccia.

La parte occipitale si mantiene in linea con il coccige mentre il mento è parallelo al pavimento. La mandibola è rilassata, la punta del naso è in linea con il centro dello sterno, così che più i piedi si radicheranno a terra più il centro della testa e la colonna vertebrale stessa si allungheranno armoniosamente verso l’alto.

Il respiro si manterrà morbido, senza sforzo, accompagnando mente e corpo, verso una dimensione spirituale. La pratica di qualità (asana consapevole) ci offre quindi una coscienza osservatrice pienamente funzionante sul piano fisico, psichico e mentale.

Nadia Cuzzani

Autrice Nadia Cuzzani

Associazione Yoga Ganesh

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